La Luna nell'Acqua

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giovedì, 31 agosto 2006
ironico.

Il nostro sistema è come un bandito colpito da un pugno di Kenshiro.
E' morto, ma ancora non lo sa.

Postato da: LordDrachen a agosto 31, 2006 12:04 | link | commenti (1) |

ore 10:30

Non può essere conosciuto nessuno se non per amicizia.
Sant'Agostino

Non so a quanti capita.
Sembra che siamo tutti diventati dei meri approfittatori.
Non viviamo più la conoscenza come una cosa naturale,
la viviamo considerando le persone delle "opportunità".
Di formare una coppia, ovviamente.
Al massimo per passare una notte.
Quasi sempre ci si ferma alla mia faccia
 o al fatto che non ho fatto una battuta nei primi 20 secondi.
Io dove mi fermo?
Non lo so.
Forse alle idee.
Forse mi fermo se percepisco un'inconscia critica al mio stile di vita.
Chi mi conosce davvero?
Pochissime persone.
Ma non è soltanto una questione di chiusura caratteriale.
E' qualcosa di più complicato,
dovuto spesso al mio anticonformismo.
E se conosco qualcuno di vagamente anticonformista
risulto comunque troppo poco rock,
troppo corti i capelli,
troppo anonimo il look,
non abbastanza figo,
ecc.


Tu non sei il tuo lavoro,
non sei la quantità di soldi che hai in banca,
non sei la macchina che guidi,
né il contenuto del tuo portafogli,
non sei i tuoi vestiti di marca,
sei la canticchiante e danzante merda del mondo!

da "Fight Club"


Postato da: LordDrachen a agosto 31, 2006 10:29 | link | commenti (1) |

mercoledì, 30 agosto 2006
sul lavoro -1

"Il lavoro è il rifugio di coloro che non hanno nulla di meglio da fare." -Oscar Wilde

"Arbeit macht frei."-trad: Il lavoro rende liberi,  scritta sull'entrata del cancello di Auschwitz

Convention aziendale. Tre giorni di trasferta, luogo da definirs. Che PECCATO che io proprio quel sabato sia ad un matrimonio. Accidenti perdincibacco!
Da tutto ciò è nata una questione/dibattito su "mentalità lavorativa" e disponibilità verso l'azienda.
Premesso che tutti sappiamo come funziona il mondo del lavoro e che la parola disponibilità verso l'azienda non sia altro che "sfruttamento sotto ricatto", continuo a provare un profondo disprezzo a chi acquisisce quest'ottica come "nobile verità".
Il lavoro dipendente (o autonomo ma similare) è molto peggio della servitù della gleba.
Nella servitù della gleba il padrone non poteva disfarsi del servo, era anzi tenuto a garantirgli il necessario. Il servo era legato alla terra, e se la terra veniva ceduta il nuovo padrone si doveva assumere l'onere del servo.
Non era libero, no. Ma quale dipendente è libero? E' costretto ad uno stile di vita frenetico, sbatacchiato dalla burocrazia e dal libero mercato. Non può spostarsi liberamente (è costretto a spostarsi se si sposta il lavoro al limite e non è automatico cambiare posto, non parliamo poi se sei un extracomunitario), non può vivere come vuole (almeno, non al di fuori dell'ottica di mercato alla quale sei legato), non può organizzare la vita politica della comunità (nel mondo globale il voto è un rituale privo di sostanza effettiva) e spesso non ha i fondi per metter su famiglia. Tutto questo senza la sicurezza della sorpavvivenza.
Ma la cosa tragica è che di tutto questo gliene viene attribuita la colpa. Si perchè il servo della gleba sa di esserlo e sa che lo sarà sempre. Il dipendente no, gli viene sventolata davanti l'illusione di potersi redimere lavorando di più (e facendosi sfruttare di più), cosa che accade in eventi rarissimi dovuti spesso alla componente "culo" o a quella che si chiama "spintarella". Quindi povero e pure fesso!
Mi fa ridere chi sostiene che il "socialismo è la filosofia della colpa altrui", non tanto per la forzata logica psicologica, quanto perchè la liberal democrazia capitalista non è che un governo di vermi, di una mediocrità disarmante, imbonitori e bugiardi e soprattutto scevri di ogni responsabilità (a differenza dei nobili) poichè legittimati dal voto popolare. E se il socialismo peccò di burocrati e mediocrità non si assunse però mai il diritto di negare al povero la dignità di essere lui quello che subito il torto.
...e si arrabbiano, lor signori, del fatto che è molto più facile convincere un povero che è giusto togliere qualcosa al ricco che convincere un povero che è giusto che il ricco gli tolga qualcosa.
.
.
Cazzo.

Postato da: LordDrachen a agosto 30, 2006 11:30 | link | commenti |

martedì, 29 agosto 2006
ufficio -2

Anche io come tutti lascio senza briglie l'immaginazione. Immagino di essere qualcun'altro, perchè in fondo si può chiamare vita qualcosa fatta solo di lavoro e speranze di socializzazione?
Doversi preoccupare ogni istante del tuo posto di lavoro, del mutuo, delle bollette, della tua salute.
Assediati da paure, spillati di ogni euro.
L'immaginazione evita la pazzia quindi, dove un tempo era l'Ozio.
La maggior parte delle persone si incammina verso questo percorso, quasi sempre dopo averlo rinnegato, anelando una donna migliore o un uomo migliore, anelando di vivere in un altro luogo, anelando una famiglia diversa, anelando una professione più stimolante. Ma alla fine è un fuggire da se stessi. Il vero Ribelle lo è in qualsiasi luogo.

Postato da: LordDrachen a agosto 29, 2006 16:16 | link | commenti |