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spesso si ignora la natura umana e ciò è stupido.
Ieri ho parlato di cosa si apprezza di me, ma è molto più difficile parlare (e capire) di cosa non si apprezza di me.
Partendo dal presupposto che non si dovrebbe vivere per piacere agli altri, ma per essere felici... quando però alcuni commenti diventano troppo frequenti allora si comincia a riflettere.
Ho una madre ansiosa e tendenzialmente insicura ed ho un padre che è l'opposto ma tende a essere iper-protettivo. La conseguenza è che ho dovuto faticare parecchio per diventare vagamente capace di relazionarmi col prossimo e la mia adolescenza è stata una vera merda da questo punto di vista. Dapprima ho dovuto affrontare la timidezza: battaglia vinta ai punti. Adesso mi ritrovo ancora a dover combattere i due tormentoni "insicurezza" e "infantilità". Etichette che mi sono affibbiate non so ancora per quale motivo, ma che mi arrivano sempre da un determinato tipo di persona: donna, età 26-40, con picchi notevoli sulla fascia 30-35.
Ho sempre trovato la parola "insicurezza" molto confusa e imprecisa. Se la timidezza è in buona parte vinta, cosa rimane a esplicare quella parola? Farsi influenzare dal prossimo? naaah. Autostima? Leggere il post sotto. Quindi non so... mi sembra quasi un'etichetta messa sulle persone anticonformiste per esorcizzarle. (si teme ciò che non si capisce, n'est pas?). Quindi resta tutto abbastanza ignoto.
L'infantilità invece sono riuscito a inquadrarla leggermente meglio... è un giudizio che penso derivi essenzialmente da tre fattori:
- l'anima burlesca, il "Marco-time", la follia incontrollata e non-sense, la ricerca costante di contatto fisico come parte della mia espressività.
- stare un pò tra le nuvole
- la permalosità di fondo (questo è un vero difetto che mi attanaglia da sempre)
Quindi?? Quindi boh.
Now You all know
The bards and their songs
When hours have gone by
I'll close my eyes
In a world far away
We may meet again
But now hear my song
About the dawn of the night
Let's sing the bard's' song
Quello che ho nel cervello non è mai abbastanza apprezzato. Di solito si apprezzano di me altre cose: il viso, il sorriso, la battuta, la galanteria. Questo mi fa molto piacere, ma non come quando mi si riconosce di avere una buona cultura o di essere una persona dolce (due cose a cui tengo molto di più delle altre).
Si perchè il carattere che ho, nel bene e nel male, non me lo son creato.. così come la faccia. Non c'è merito in questo ne nell'imparare a essere galanti.
La dolcezza invece è un lato che deriva dalla bontà. Non è una cosa caratteriale, è una cosa più profonda...
però viene vista come infantile se espressa spontaneamente.
La cultura me la son sudata (con divertimento, ma me la son sudata) ma viene percepita come snob e inutile (se non è applicabile nel mondo del lavoro, viene disprezzata).
L'intellettuale non va di moda, soprattutto quando non è uno "specialista snob" ma un "eclettico generalista".
Si preferisce la persona intelligente, dove per "intelligente" si intende in realtà qualcuno di empatico in grado di dire la cosa che l'interlocutore vuole sentirsi dire (tra i paesi del nord saerbbe considerato, non del tutto a torto, un comportamento da "viscido").
Alla fine poi mi sento erroneamente superiore agli altri proprio per reazione a questo disprezzare le cose che amo a causa dell' ignoranza media.
Vedere il bello delle persone è difficile se tutti cercano di mimetizzarsi in una melma grigiastra di mediocrità.
Vediamo se gli amici di blog hanno capito cosa apprezzo di loro... :P
leggere qui per favore... e leggere attentamente.